Come scegliere il nome di un'azienda: 6 verifiche prima di decidere

Il nome è la prima cosa che un cliente scopre di un'azienda ed è una delle poche decisioni costose da cambiare in seguito. Ne dipendono l'insegna, il dominio, i profili social, i documenti e le confezioni. Per questo conviene scegliere il nome non perché «suona bene», ma sottoponendolo ad alcune verifiche chiare.
Ecco come prepararsi al naming e sei verifiche da fare prima di ordinare il logo.

Da dove cominciare
Prima di raccogliere proposte, risponda a quattro domande:
- che cosa vende e in che cosa si distingue dai concorrenti, in una frase;
- chi sono i suoi clienti e che lingua parlano;
- quale impressione deve lasciare il nome: affidabilità, rapidità, attenzione, audacia;
- dove opererà: in un solo Paese o in tutto il mondo.
Queste risposte sono il suo brief di naming. Senza, le proposte saranno casuali e la scelta si ridurrà a una questione di gusti.
Tipi di nomi
- I nomi descrittivi dicono esattamente che cosa fa l'azienda: «Consegna Rapida», «Mondo Piastrelle». Sono chiari da subito, ma difficili da tutelare e facili da confondere con quelli dei concorrenti.
- I nomi evocativi suggeriscono l'essenza attraverso un'immagine: «Falco», «Faro». Si ricordano meglio e lasciano spazio alla crescita.
- Le parole inventate non significano nulla finché il marchio non dà loro un significato. Sono più facili da registrare e per loro è più facile trovare un dominio libero, ma costruire la notorietà richiede più tempo.
Nessun tipo è migliore degli altri: la scelta dipende dal budget di marketing e da quanto potrà espandersi l'attività.
6 verifiche prima di decidere
1. Pronuncia e scrittura
Pronunci il nome ad alta voce e chieda a qualcuno di scriverlo. Se le persone lo scrivono in modi diversi, i clienti lo cercheranno con errori di battitura e non la troveranno.
2. Lunghezza e memorabilità
I nomi brevi, di due o tre sillabe, si ricordano più facilmente. Una buona prova: dica una proposta a un amico e gli chieda il giorno dopo se se la ricorda ancora.
3. Significato in altre lingue
Verifichi come suona la parola e che cosa significa nelle lingue dei suoi mercati futuri. Un'associazione infelice in un altro Paese può costarle un rebranding.
4. Un dominio disponibile
Controlli se sono liberi il dominio .com e quello del suo Paese. Se la corrispondenza esatta è occupata, brevi prefissi come get- o suffissi come -app sono accettabili, ma è meglio non averne bisogno.
5. Nomi utente sui social
Lo stesso nome utente su tutti i social network la rende più facile da trovare. Lo verifichi presto: un nome utente già occupato sul suo social principale è un buon motivo per continuare a cercare.
6. Marchi registrati
Cerchi il nome nella banca dati dei marchi del suo Paese e in quella internazionale dell'OMPI (WIPO). Una coincidenza con un marchio registrato nel suo settore può portare a una contestazione legale. Prima della registrazione, un consulente in marchi le darà la risposta definitiva.
Come scegliere dall'elenco
Prepari una rosa di 3–5 proposte che hanno superato tutte le verifiche. Poi le mostri ad alcune persone del suo pubblico di riferimento e chieda non «le piace?» ma «secondo lei che cosa fa questa azienda?». Il nome che suscita l'associazione giusta di solito è la scelta migliore.
In sintesi
Un buon nome è chiaro quando lo si pronuncia, facile da scrivere, disponibile come dominio e non si scontra con altri marchi. Se desidera un'ampia scelta di proposte, ordini un servizio di naming: i pacchetti comprendono da 10 a 50 nomi, slogan e la verifica dei domini. Il pagamento viene sbloccato solo dopo che lei ha accettato il lavoro.